Stuck in the middle with you.


Stuck in the middle with you.

Questo è un post dedicato ad EL, che grazie al cielo non ha iniziato a lanciarmi black mamba, scorpioni ed orici grassi in testa, ma ha saputo mantenere una calma incredibile. Entriamo a sesriem, un paesello con una stazione del gas e qualche abitazione per proseguire verso ovest, all'entrata del parco. Percorriamo una strada asfaltata, la prima che troviamo da windhoek, e mai come oggi capisco quanto madre natura sia stata generosa con noi a regalarci l'asfalto. Dico così, perché alla fine dei 60 km che attraversano queste fantastiche dune (magari vi racconterò domani), l'asfalto finisce ed inizia un vero fuoripista, 5 km di sabbia tracciata da mezzi a quattro ruote motrici. Ci infiliamo dentro decisi, forte che Черепаха (ceripaca, tartaruga) non ci abbandonerà mai, infatti con tranquillità arriviamo nell'ultima area accessibile ai mezzi e qui ci fermiamo a mangiare.

Vuoi il cibo abbondante a base di insalata e cetrioli tonno e mais, vuoi per la calura, vuoi per il picco glicemico, abbandono la mia lucidità nella dormitina pomeridiana.

Sono le 15:15 quando partiamo verso la duna 40 per goderci il tramonto, ma esattamente alle 15:17 percorrendo un tratto differente rispetto al tracciato preso all'andata, la sabbia ci blocca. Le gomme iniziano a sprofondare sempre di più, ed eccoci completamente fermi e molto lontani. Un alpino ed una Bielorussa, con una tartaruga-camper bloccati nel deserto... In realtà di fianco a noi c'è pure un orice, ma non ci si fa più caso, quelli sono ovunque. Paletta secchiello e formine non aiutano, magari saprei usarle bene in spiaggia, qua no. Non rimane che fare la stessa cosa che ho imparato in Indonesia, ovvero prendere un angurietta, abbassare le orecchie e pedalare.

Ci avviamo a piedi nel bel mezzo del deserto per chiedere aiuto, aiuto che ci arriva solamente dopo circa un'ora di camminata, quando ormai l'anguerietta è finita e le orecchie strisciano per terra. Una coppia di ragazzi di Dubai ci accompagna fino alla strada asfaltata, ma nel parcheggio adiacente non troviamo nessuno, i due vanno via e attendiamo sotto un albero secco. Sono le 17, dei mosconi attratti dal mio delizioso sudore mi ronzano attorno, quando una coppia arriva al parcheggio e gentilmente ci offre soccorso riportandoci all'entrata. 60 km giusti giusti. Il tempo stringe e alle 20:00 il cancello del parco chiude. Sono le 18:20 quando finalmente raggiungiamo la stazione della polizia e con le orecchie che lasciano i solchi nel terreno, busso alla porta. Mi accoglie un giovane sdraiato sul divano, birra in mano e televisore full hd. Penso che appena mi ha visto abbia capito tutto, spiego quello che è successo ed in circa 20 minuti organizza i soccorsi. Sono quattro i volontari, saliamo sulla macchina della polizia e da veri VIP percorriamo a 140 km/h la strada, il limite è di 60, per andare a prelevare il tartarugone. Tramonto fantastico con sirena della polizia, david guetta a manetta e scena da vero Big Boss of dunes. Ritornati alla macchina scopriamo che bastava sgonfiare leggermente le gomme , erano più o meno a 400 atmosfere, come sul suolo di mercurio. Onestamente ci avevo pensato, ma ho preferito non peggiorare la situazione. Risultato della giornata comunque raggiunto, siamo rientrati alla base alle 20:50, interi. Riassumendo posso dire una cosa, è stato tutto spettacolare ed Elena lo è stata ancora di più, non ha perso nemmeno per un secondo la lucidità.

Io invece, boh, ci sono abbastanza abituato a storie malate. A Butte (usa) un poliziotto mi prese per sbaglio il passaporto, non vi dico il casino a rintracciare lo sbirro in mezzo agli states, oppure come quando in Siberia sono inciampato su un gancio di ferro, facendomi male alle costole (lontano 3 giorni di cammino dalla prima strada), oppure come quando stavo camminando in Finlandia su un lago ghiacciato e ha iniziato a rompersi sotto i miei piedi. Willy il coyote è sicuramente il mio alter ego. Domani vado a caccia di struzzi e sicuramente torno nello stesso posto, questa volta con le ruote sgonfie.

Ps:

Durante la giornata ho anche perso il treppiede, portato indietro da un buonuomo. Ma questa è un'altra storia.


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