Naukluft


Dopo una visita al sesriem canyon, una gola profonda 30 metri che attraversa il Namib, facciamo rifornimento e partiamo verso nord-est dove circa 250 chilometri di sterrato ci aspettano. Le dune sempre più lontane sono sostituite da morbide colline adibite a Pascoli. Il kuiseb pass si trova a metà strada circa, un passo differente da quello che immaginiamo, non si sale nessuna montagna ma si scende in mezzo a gole profonde. La terra si trasforma in Roccia nera spaccata in scaglie posizionate verso est, mentre in fondo qualche albero cresce sul fianco di un fiume arido, un ultimo segno di vita prima di rientrare nel deserto del naukluft. La macchina procede bene senza subire colpi dal fondo sterrato, il cielo perde il suo colore blu per diventare completamente bianco, il paesaggio si fa grigio e piatto. Sembra di essere in mezzo al mare e girandosi a 360 gradi non si ha nessun punto di riferimento, eccetto per una roccia in lontananza, Hirabeb. Ci fermiamo a mangiare all'ombra di questo grande monolite, dentro una faglia che taglia in obliquo il marmo. Senza aspettarcelo troviamo delle incisioni sulle pareti, rappresentano animali selvatici e sono l'unico segno lasciato dall'uomo in questo suolo marziano. Pensiamo di passare qui la notte e prepariamo il campeggio, sono circa le 13 quando ci mettiamo a riposare per evitare il caldo delle ore centrali.

Mi è capitato di non sentirmi a mio agio in determinati luoghi, anche qua ripeto la stessa esperienza. La desolazione, il silenzio soffocante, l'assenza totale di vita e di movimento, iniziano a mettermi a disagio. Chiudo gli occhi per scacciare la paura e mi addormento... Ripartiamo veloci in macchina e ci ritroviamo davanti ad una duna rossa gigantesca, siamo obbligati a superarla ed inizio a guidare in salita. Il motore perde sempre più potenza e mi fermo più o meno a metà, inserisco il blocco differenziale e riesco ad avanzare nuovamente. La cima si avvicina ed il pendio è sempre più verticale. Sento il peso del mio corpo spingere sullo schienale del sedile e quando non riesco a sollevare nemmeno la testa, ho già raggiunto il punto critico. Le ruote anteriori si staccano lentamente dalla sabbia, il volante si muove senza controllo, e la macchina precipita nel vuoto... mi risveglio spaventato. Guardo fuori dal finestrino e non vedo nulla se non un orizzonte grigio con un cielo bianco, nessun rumore, nessuna vita e nessun movimento. Anche Elena si sente a disagio e assieme decidiamo di ripartire quando ormai è pomeriggio inoltrato. HIRABEB, non c'è molto da descrivere, se non le coordinate: S 23.45401° E 15.35186°, geo localizzazione del vuoto.


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