Caccia


Le fiamme si sono ormai spente e solo qualche piccolo pezzo di brace è rimasto incandescente, il fumo copre la grotta e gli uomini sono pronti a partire guidati dalla luce della luna. Sono sette e si muovono in fila indiana, i loro occhi sono abituati al buio e attenti seguono, con i propri passi, le orme lasciate dal capo in modo da imprimere il minor numero di tracce possibili sul terreno. I piedi sono avvolti da una pelle di springbook che li rende silenziosi facilitando loro la scalata sulle rocce per osservare la radura posta ai piedi del monte rosso. Il gruppo è diretto verso un piccolo promontorio chiamato serpente giallo per avere una visuale rialzata nel mezzo della prateria, ha una forma di mezza luna dove le due punte guardano esattamente verso ovest, luogo perfetto per aver il sole alle spalle e non essere accecati dalle primi luci del giorno. Il vento gioca a favore e alzando un po di terra al vento il capo capisce di essere sottovento, non rimane che attendere e sperare che la giornata si riveli propizia, sono infatti parecchi giorni che le uscite non vanno a buon fine ed il cibo al villaggio inizia a scarseggiare. Confuso tra i cespugli di un arbusto grigio un rinoceronte maschio è immobile, tradito solo dalla sua ombra che si riflette sull'erba gialla, dista poco più di settecento passi e sarebbe una preda perfetta per soddisfare a lungo i bisogni dell'intera comunità. Due uomini iniziano lentamente a spostarsi carponi scendendo l'ala sinistra del serpente, proseguono con una linea circolare facendosi strada tra gli spazi dove non cresce l'erba, la via è difficile e deve essere percorsa senza farsi notare rimanendo fuori dalla portata del vento, il minimo errore potrebbe mandare all'aria un'occasione pressoché irripetibile. La fame è molta e l'istinto di sopravvivenza dona capacità superiori rispetto alle situazioni di abbondanza tanto che senza muovere un filo d'erba riescono a raggiungere il punto prescelto dal capo, un piccolo albero sotto il quale rimangono sdraiati fino a quando non sarà il momento giusto per uscire allo scoperto. Sopra le spalle hanno una pelle di leone che aperta completamente li fa sembrare grandi il doppio, mentre la testa è coperta da corna di orice che gli donano un aspetto minaccioso. Tutto è pronto così come i cinque uomini che con le loro frecce e lance appuntite aspettano nascosti dietro le rocce. Il sole cresce nuovamente e dopo una lunga attesa con gli occhi fissi sul gigante a due corna i due guardano verso le rocce aspettando un segnale per dare inizio alla caccia. Il primo raggio di sole abbaglia i due che intravedono solamente la sagoma di un bastone in controluce che si erge da dietro un sasso, entrambi si toccano con un piccolo colpo e di scatto si alzano in piedi imitando il verso del leone, il rinoceronte colto di sorpresa inizia a scappare nella direzione voluta finendo esattamente nel centro della mezza luna, dove accecato dalla luce e senza l'aiuto dell'olfatto e dell'udito diventa bersaglio dei cinque uomini armati di lance e frecce. Una punta di selce trafigge il cuore facendo cadere a terra il mammifero una prima volta, si rialza aiutandosi con le gambe anteriori e carica uno dei due uomini rimasti soli sulla prateria, lo colpisce gettandolo in aria con uno dei suoi corni, per poi proseguire la sua corsa ancora pochi metri prima di cadere disteso su un fianco senza respiro. Le ossa di orice sulla testa sono rotte e la pelle di leone è ricoperta di sangue, l'uomo non riesce a muovere una gamba che è completamente girata nella parte opposta. Viene trasportato in qualche modo dai suoi compagni verso il villaggio dove le poche cure offerte non lo aiutano a superare la mattinata, rimasto solo con il dolore e la paura. Il tributo è stato altissimo e con le ossa recuperate, l'ematite rossa e il sangue di rinoceronte il capo disegna nella grotta la storia di questa battuta di caccia, racconto che rimarrà impresso sulle pietre dello spitkoppe per sempre, in memoria del fratello caduto e del rinoceronte ucciso.

Lasciamo lo spitzkoppe e i suoi disegni dopo un'alba illuminata dalle nuvole rosse, terra primitiva e luogo eletto a dimora dal ghepardo. Si ritorna a sud dove le storie sono perse nella sabbia alla ricerca di altri tesori e racconti ormai perduti.


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