Meccanica da deserto.

Non puoi mai sapere quello che ti può capitare su queste strade, la pavimentazione può essere liscia a tratti, mentre una buca oppure un pezzo completamente sconnesso si presenta senza avviso subito dopo una curva e quando meno te lo aspetti. Ho sempre guidato con prudenza e al massimo ad 80 chilometri orari, non avevamo nessuna fretta e credo di aver sforzato al minimo il mezzo per evitare sopratutto forature, forature che mi aspettavo e che puntuali si sono presentate. Tre forature con cambio gomma, una per conto mio, capirai che problema, in dieci minuti si sistema tutto. Ma quello che vi sto per raccontare ora è qualcosa che non mi aspettavo, qualcosa che ha messo a dura prova i nostri nervi.

Passiamo di nuovo il kuiseb pass, lo stesso attraversato nei primi giorni di viaggio, come al solito sulla strada incontriamo poca gente, quattro macchine in totale. Tra un paese e l'altro ci sono sempre duecento o trecento chilometri con spazi completamente privi di vita. Mancano circa una sessantina di chilometri per solitaire, coordinate S 23.89400° E 16.00601°, quando un rumore sordo simile ad uno scoppio arriva dalla parte posteriore della macchina. Fermo subito il mezzo e scendiamo entrambi per controllare i pneumatici, pensando ingenuamente che si trattasse dell'ennesima foratura. Nulla di più sbagliato, il finestrino del cabinato è volato via con il vetro esploso in mille pezzi a circa trenta metri dalla vettura, rimane solo l'anima in ferro completamente accartocciata. Raccogliamo la guaina e i cocci che rimangono della parte in ferro, tappiamo il vuoto dell'ormai ex-finestrino con una tovaglia di plastica e dell'adesivo, giusto per non far entrare la polvere. Solitaire è vicina, una soluzione la troveremo la. Ripartiamo con la nostra tovaglia con le scritte cappuccino e mocaccino mantenendo una velocità molto bassa, il vento gonfia la nostra nuova "finestra" a forma di palloncino, ma tutto sommato tiene abbastanza bene. Giunti di nuovo in un luogo con vita umana, ci dirigiamo in una officina chiedendo un pezzo di plastica oppure qualcosa per coprire il buco in maniera più consona, il meccanico, Afrikaner magrissimo dagli occhi azzurri, dispiaciuto non riesce ad aiutarci ma è ancora inconsapevole che invece un aiuto a breve dovrà fornircelo, un aiuto molto pesante. Prendiamo un po' d'acqua fresca, il caldo del deserto si fa sentire e ripartiamo verso sesriem dove magari possiamo essere più fortunati.

Sono le tre e quindici, la macchina procede con una velocità ridotta mente il sole crea i soliti miraggi, una spia sul quadro elettrico si accende, è la batteria, ma non faccio in tempo a capire bene cosa succede quando lo sguardo nota a destra la lancetta del motore cha ha ormai raggiunto una temperatura critica, tiro il freno a mano e spengo la macchina, rapidi prendiamo tutti gli oggetti di valore, abbiamo visto troppi veicoli bruciati sul bordo della strada e sinceramente temiamo che il nostro possa subire la stessa fine. Siamo nel mezzo del nulla, il telefono non ha segnale, il sole picchia da matti e il mezzo è femo a bordo strada, ci sentiamo leggermente fottuti.

Non passa nessuno, cammino per cercare un segnale mantenendomi sempre sulla strada, già oltre i bordi non puoi avventurarti perché è sufficiente un morso per far precipitare tutto, ma non trovo segnale nemmeno a venti minuti di cammino. Elena non può rimanere sola ancora lungo, è una donna coraggiosa ma forse è il caso di tornare indietro per rimanere assieme. Aspettiamo molto prima di avvicinarci alla vettura, da lontano si vede chiaramente il calore che brilla sulla carrozzeria. Apro il cofano, il liquido di raffreddamento rosa è sparso ovunque, penso inizialmente ad un problema circoscritto al raffreddamento, ma invece anche la cinghia è completamente sfilacciata. La macchina non si può muovere. Solo dopo lungo tempo qualcuno passa e ci offre un aiuto portandoci indietro a solitaire dal meccanico Afrikaner. Passano altre due ore prima di ritornare alla macchina e con dei cavi trainarla fino all'officina, purtroppo il pezzo rotto non è disponibile e deve essere spedito da Windhoek, obbligandoci ad una tappa non voluta a solitaire ma sicuramente meglio che soli nel mezzo del nulla. C'è poco ma allo stesso tempo tutto in questo conglomerato di poche abitazioni, sembra di essere in un paese di confine dove le macchine arrugginite sui bordi della strada sono levigate dalla sabbia e dal vento, staccionate di legno piegate sui lati, gente oziosa seduta all'ombra dei muri che mastica fili d'erba secca, hanno tute da lavoro blu e portano cappelli da cowboy, non sembra di essere in Africa ma piuttosto nel set di un film di Sergio Leone. Ci sono tutti, il buono, il brutto, il cattivo ma sono disponibili ad aiutarci a quanto pare. Passiamo la notte di fianco alla stazione di benzina, la tensione ci ha sfinito. Alle 11 del mattino seguente arriva il pezzo di ricambio ma l'odissea ha nuovamente inizio, a quanto pare anche l'alternatore ha problemi, bisogna smontare mezzo vano motore e tirarlo fuori per aggiustarlo, intanto il tempo passa e ci sembra che il nostro viaggio finisca definitivamente qui. Rimontiamo il pezzo e facciamo partire la macchina, un rumore metallico ci costringe a spegnere e a smontare il motore nuovamente, serve riparare meglio il pezzo a quanto pare. L'uomo sistema l'alternatore con qualche colpo di martello e altri strumenti metallici, non ci capisco molto sinceramente se non che sono già le 15 quando rimontiamo per l'ennesima volta la macchina. La cinghia fortunatamente tiene così come l'alternatore, peccato che il quadro elettrico sembra impazzito, i finestrini non rispondono ed è tutto in tilt. Un Fusibile è andato e cerchiamo di capire quale, scopriamo che si tratta di un fusibile a placca e anche questa volta non ci sono pezzi di ricambio disponibili. Decidiamo di saldarlo e sembra funzionare. Sono le 16:30 quando la macchina è di nuovo in movimento, nel frattempo ho cambiato un'ennesima gomma, l'anteriore sinistra. Mi avvio verso il benzinaio, spengo la macchina e faccio il pieno sufficiente per gli ultimi giorni, ma quando riaccendo il quadro nuovamente tutto è in tilt, il fusibile è saltato per aria, ancora. Il meccanico, chiaramente un angelo, sistema con innumerevoli parolacce Afrikaner il contatto con una paglietta di ferro incastrata, ultima possibilità prima di dichiarare il mezzo morto e sembra che questa volta funzioni tutto. Paghiamo il conto, per 6 ore di lavoro mi chiede solamente 560 dollari namibiani (37€) che pagherà poi l'assicurazione. Non sappiamo come ringraziarlo e andiamo a prendere una cassa di birra che accetta con piacere. On The Road Again con tanto scotch e fil di ferro. Siamo stati fortunati perché potevamo trovarci nel damaraland e sarebbero stato tutto davvero molto più complicato e pericoloso, fa parte dell'avventura, anche se non mi sarei aspettato dopo 5000 km un disastro simile. Vicino a sesriem una macchina a noleggio giace completamente distrutta a bordo strada, sembra che la loro avventura sia finita peggio rispetto alla nostra. Mancano ancora 700 chilometri e dopo quello che abbiamo passato e visto sembrano tanti, più di quelli che abbiamo finora percorso. Entriamo di nuovo nel parco si soussvlei, il morale è basso, una macchina legata assieme in qualche modo non è confortante, niente tramonto stasera, siamo completamente esausti.


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